La Remigrazione fino a pochi anni fa era un termine utilizzato solo in piccoli contesti di estremisti di destra europei, che nella sua improbabilità realizzativa appariva più una provocazione che un progetto.
Da parola che neppure dai conservatori era presa in considerazione, ora la Remigrazione è diventata per alcune forze politiche italiane un programma politico: il rimedio alla supposta immigrazione di massa e alla islamizzazione della società italiana.
Nel suo concetto originario si trattava dell'espulsione, il ritorno forzato o la deportazione, su base inizialmente volontaria e poi sempre più coercitiva, dei “cittadini extracomunitari”, compresi quelli che hanno già la cittadinanza.
Grazie a loro in Italia la Remigrazione è diventato un argomento familiare, una situazione pensabile. Per alcuni, con leggerezza, una prospettiva possibile.
Si tratta di una moda passeggera di alcuni politici in cerca di visibilità? Oppure di un progetto di cui preoccuparci?
Intanto c'è una proposta di legge di iniziativa popolare, che si può trovare sul sito del Ministero di Giustizia. E poi molti segnali vanno in questa direzione, sia all'estero (vd. gli USA di Trump) sia in Italia: ad esempio con il tentativo di inserire l'incentivo economico per gli avvocati che portano a termine il rimpatrio del cliente.
La Pianta Anarchica organizza per questa sera un incontro per affrontare la situazione in Italia.
Sarà presente Pietro Massarotto, avvocato e già presidente del NAGA.